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Partita IVA, regime dei minimi 2012 e gestione separata INPS – Seconda parte

Partita IVA, regime dei minimi 2012 e gestione separata INPS - Seconda parte

Ci siamo lasciati nella prima parte dell’articolo con l’apertura della partita IVA e il conseguente avvio della nostra attività, purtroppo però questo non basta, quello che ci resta da fare è aprire una posizione previdenziale.

GESTIONE SEPARATA INPS

La gestione separata nasce per provvedere alla tutela previdenziale e pensionistica dei lavoratori autonomi e dei professionisti non facenti parte di una cassa previdenziale propria, oltre che dei lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.), dei lavoratori a progetto, dei titolari di borse di studio per corsi di dottorato di ricerca, ed altri ancora.

Detto ciò sembra evidente che un web designer, non esistendo la cassa dei web designer, debba necessariamente iscriversi alla gestione separata, eppure così scontato non è. Il problema principale è che, pur essendo nel 2012, il nostro lavoro permane un lavoro di difficile identificazione per la burocrazia (e non solo) Italiana, per questo motivo in tanti si sono chiesti: “il web designer è un artigiano o è un libero professionista?”. Questa questione è stata a lungo discussa anche sui vari portali e forum del settore, la differenza tra le due categorie infatti non è solo teorica ma è un differenza che va ad influenzare la scelta del tipo di previdenza alla quale iscriversi e di conseguenza le relative spese per il fondo pensionistico. Iscriversi alla cassa degli artigiani infatti, andando al sodo, si traduce in circa 3.000€ da pagare all’INPS ogni anno più il 20% sui guadagni se si supera un certo limite annuale. Iscrivendosi invece alla gestione separata le spese da pagare all’INPS saranno proporzionali ai propri introiti, nello specifico si parla del 27,72% per tutti i soggetti non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie e il 18% per i soggetti titolari di pensione o di altra tutela pensionistica obbligatoria.

A quale tipo di previdenza ci si deve quindi iscrivere? Io l’ho chiesto direttamente all’INPS specificando che faccio questo lavoro in modo autonomo come attività prevalente e facendo riferimento al codice ATECO con il quale ho aperto la partita IVA, ovvero “74.10.21 – Attività dei disegnatori grafici di pagine web” ; la risposta è stata quella che immaginavo e speravo: bisogna iscriversi alla gestione separata. Questo per me e per i miei, ahimè, bassi guadagni, è assolutamente favorevole, ma per chi guadagna di più e/o volesse usufruire di altri vantaggi nulla vieta di iscriversi come impresa individuale artigiana perché anche questa definizione è accettata, anzi, la Camera di Commercio la predilige. Insomma, come dicevo poc’anzi le incertezze a riguardo sono ancora tante.

È giunto dunque il momento di iscriversi alla gestione separata, come e dove si fa? Vorrei raccontarvi delle due ore di fila inutili che mi sono fatta all’INPS, della bronchite che mi sono presa causa condizionatore nell’ufficio, delle informazioni sbagliate che mi sono state date, della litigata col tipo frustrato del call center e tanto altro ancora ma vi risparmierò questo strazio e vi indicherò semplicemente il metodo giusto per farlo. L’iscrizione alla gestione separata può essere fatta solo ed esclusivamente online. Per fare ciò è però necessario possedere un PIN dispositivo. Il PIN dispositivo è un PIN “avanzato” che permette di compiere alcune operazioni sul sito dell’INPS che non posso essere svolte con il PIN normale, che serve fondamentalmente solo per la consultazione. Per richiedere il PIN dispositivo esistono due metodi: il primo consiste nel richiedere sul sito dell’INPS il PIN normale, aspettare che vi arrivi a casa la lettera con i primi 8 caratteri, richiedere la seconda parte del PIN sempre sul sito dell’INPS ed infine richiedere il PIN dispositivo presentandovi in un ufficio o inviando la documentazione via fax. L’altra alternativa? Andate in un ufficio INPS e chiedete direttamente lì il PIN dispositivo, fatto! Non vi resta che tornare online ed iscrivervi tramite modulo alla gestione separata.

LA FATTURA

Veniamo alla conclusione di questo lungo articolo vedendo in pratica come compilare ed emettere una fattura. Come già anticipato nella prima parte, le fatture emesse in regime dei minimi sono diverse da quelle emesse in regime ordinario, inoltre anche essere iscritti alla gestione separata INPS avrà i suoi riscontri al momento della compilazione, esaminiamo nel dettaglio perché.

In una fattura ordinaria al totale delle competenze dovrà essere aggiunto il 21% di IVA, il 20% di ritenuta d’acconto (se il cliente è sostituto d’imposta) ed eventualmente il 4% di rivalsa INPS. In una fattura emessa in regime dei minimi invece, essendo noi sottoposti ad un imposta sostitutiva, non esisterà nessun carico IVA e nessuna ritenuta d’acconto, ma solo ed esclusivamente la rivalsa INPS, che tra l’altro essendo considerata come reddito professionale in capo al professionista è facoltativa, chiederla o meno è a nostra discrezione. Per questi stessi motivi nel momento in cui andremo a compilare la fattura dovremo aver cura di aggiungere delle note chiarificatrici riguardo la nostra posizione, vi riporto di seguito le dichiarazioni che mi sono state dettate direttamente dal consulente dell’Agenzia delle Entrate.

“Operazione senza addebito IVA ai sensi dell’art. 1, comma 100, L. 244/07″

“Operazione effettuata ai sensi dell’art. 27, comma 1 e 2, D.L. n. 98/2011 da contribuente soggetto ad imposta sostitutiva del 5%”

Un’altra importante questione riguarda la marca da bollo; tutte le fatture con valore superiore ai 77,47€ infatti dovranno essere accompagnate da una marca da bollo del valore di 1,81€. Nel caso la fattura in questione debba essere inviata via email ci basterà applicare la marca da bollo sulla fattura originale che rimarrà a noi e scrivere sulla fattura telematica la dicitura:

“Imposta di bollo assolta sull’originale. ID 00000000000000″

dove il numero ID sta ad indicare il numero identificativo che troverete scritto sulla marca stessa. Per maggiore chiarezza su come compilare la fattura vi allego un facsimile del modello che utilizzo io.

Finalmente siamo giunti alla fine di questo super-mega-articolo! Vi chiedo perdono per le mie spiegazioni prolisse ma sono profondamente convinta che quando si affrontano tematiche delicate come queste è sempre meglio una parola in più che una in meno. Come sempre per domande e dubbi lasciate un commento e nel mio piccolo, se potrò, sarò felice di aiutarvi.

Alla prossima!

P.S.Per quel che riguarda la compilazione della dichiarazione dei redditi e il versamento dei contributi all’INPS non avendo ancora effettuato nessuna delle due operazioni al momento non posso darvi nessuna indicazione, in futuro se vorrete implementerò l’articolo anche con informazioni relative a ciò.

Autore: Raffaella Mattei Cattani

Graphic e web designer freelance, nata nel 1987, online dal 1998 con il nick Kika-Chan ed ibrido geek/nerd fin dalla tenera età, si, proprio da quando essere geek/nerd significava essere sfigati e non fighi di tendenza. La curiosità e la voglia di imparare sono ciò che da sempre alimentano le mie passioni, amo la tecnologia, il design, la scienza, i videogames, le serie TV, la musica, il make-up...insomma, avete capito ora perché sono una perditempo? Ho troppe cose a cui pensare!:D

107 commenti

  1. Grandissima Kika, ottima serie di articoli!!

    Sto valutando anche io di aprire PI, con i tuoi articoli mi sono fatto una panoramica molto più nitida di quello che si deve fare. Sai, parlando solo con i commercialisti non è semplice capire, poi non si sa come mai mi abbiano detto “aprire PI costa 300€”. Almeno ditemi che ve li tenete voi :D

    Grazie ancora, magari a fine mese mi avventurerò anche io tra Agenzia dell’Entrate e INPS, ci sarà da divertirsi :D

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    • Ma grazie!!!:D

      Comunque si, se il commercialista ti ha detto che per aprire la P.I. ci vogliono 300€ quei 300€ vanno in tasca a lui perché aprirla è totalmente gratuito, conviene veramente aprirsela da soli, anche perché come dicevo nella prima parte dell’articolo se hai bisogno di supporto puoi sempre farti una chiacchierata (gratuita) con i consulenti lì all’Agenzia delle Entrate.

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      • ma scusami quando tu lavori non ti fai pagare ? cosa vuol dire i 300 € vanno in tasca a lui ? anch’io posso farmi un sito web da solo ma magari se me lo faccio fare da te vuoi essere pagata o tu lavori gratis ?

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        • Non era mica una polemica, era per chiarire che l’apertura della P.I. è gratuita e quindi se un commercialista ti chiede 300€ per aprirla vuol dire che quei soldi sono il suo onorario e non il costo per l’apertura, penso sia cosa buona e giusta che un professionista palesi quelli che sono i costi che chiede per sé

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  2. si, aprire la p. iva è gratuito, e un commercialista onesto ti fa pagare 50 euro, sapendo che se la apri da lui, fai la dichiarazione da lui e quei 400-600 euro l’anno li incassa comunque. Comunque è possibile che per 300 euro ti faceva anche altro (dichiarazione?), sentilo bene, e in generale quando parli con un commercialista chiedi “quanto devo pagarti all’anno per “tutto compreso?”" Così eviti fraintendimenti

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  3. Pingback: Partita IVA, regime dei minimi 2012 e gestione separata INPS – Prima parte | Geekalicious

  4. Brava kika, ottimo lavoro!! (l’impegno richiesto da tutta quella burocrazia dovrebbe essere remunerato per legge ^_^)
    Quando metterai le tue grafiche nell’apposita sezione??
    Ciao

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  5. Ciao! Complimenti per l’articolo.
    Io sono stato ieri dal mio commercialista e come te volevo aprirmi una P.IVA a regime dei minimi. Le uniche cose che non sono ancora riuscito a capire bene sono due:
    1) Parlando di INPS, più verso (e quindi più fatturo) e più la mia pensione sarà cospicua, o tanto si rimane sempre nel minimo sindacale?
    2) Le detrazioni non si capisce bene come funzionino, ok che non c’è iva sul quale potersi rifare, ma da quello che avuto modo di apprendere io posso prendere l’imponibile (quindi senza iva) di un bene da me acquistato ad uso lavorativo e sottrarlo al mio fatturato, il rimanente e solo quello, sarà soggetto al 27% di Imps… quindi in soldoni e come se avessi uno sconto del 27% sull’imponibile, a scapito del fatto che verso meno poi all’Imps…
    Correggetemi se sbaglio perché più che altro per noi grafici e tutto fare il discorso di poter scaricare i beni e costi d’affitto non è certo cosa da poco (tra pc, fotocamere, videocamere, licenze software, ecc… si è capiaci per il primo anno di arrivare a 20000 come niente).

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  6. Attendo con ansia qualche articolo sulla compilazione della dichiarazione dei redditi e il versamento dei contributi all’INPS ;) sarebbe fantastico

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  7. Ciao, grazie per l’articolo chiarificatore!
    Io ho ancora una difficoltà nel compilare la procedura online per l’iscrizione alla gestione separata, forse tu puoi aiutarmi. Il mio tipo di attività è: 591100 – Produzione cinematografica, video e programmi tv. Tra le opzioni del menù a tendina però non è presente… tu come hai fatto? Ci sono soltanto attività come ingegneri, arcitetti, ragionieri, geometri, avvocati…niente che si avvicini al mio tipo di attività…help! Grazie per l’aiuto!!!

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  8. Grandiosa bella guida io e da un bel po’ che mi arrovello ed ora sono più convinto di prima ad aprire pi. Ma di un po’ come fai con i costi? Cioè materiale da stampa €20000 guadagno €50000 ricavo €30000. Il ricavo e quello che verra tassato al 5 e all INPS? Si e nel limite dei minimi o lo si a superato con i 50000 di guadagno?

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    • Risposta MOLTO tardiva ad Angelo:
      “…materiale da stampa €20000 guadagno €50000 ricavo €30000. Il ricavo e quello che verra tassato al 5 e all INPS? Si e nel limite dei minimi o lo si a superato con i 50000 di guadagno?”

      Intanto, il RICAVO sono i 50.000, meno le spese 20.000= GUADAGNO 30.000. Il fatto è che (mi pare) per i superminimi il RICAVO max è di 30.000, da cui detrarre le spese, e si paga il 5% su quanto resta. Es. 30.000 di fatturato (ricavo) meno 20.000 spese= guadagno 10.000, imposta 5% su 10.000= 500 euri.

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  9. Ciao, innanzitutto complimenti per il lavoro fatto, in seconda battuta volevo chiederti una informazione relativa (sempre se ne sei al corrente) alla gestione separata nel caso in cui si abbbia già un reddito da lavoro dipendente. Non ho ancora compreso se devo o meno versare la percentuale INPS per quanta riguarda l’attività svolta in autonomia, quindi il famoso 18%.
    Si è obbligati oppure no?

    Grazie.

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  10. GRAZIE grazie grazie per tutte le chiarificazioni e vademecum, domani inizierò la trafila per iniziare la mia attività con regime dei minimi.
    Ho una domanda da porti: quando si versa l’Inps? per quanto riguarda il 5% si versa una volta conteggiato l’importo in sede di dichiarazione…
    grazie in anticipo.

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  11. Bravissima!! proprio TUTTO quello che cercavo ! Se puoi chiarire la parte riguardante le detrazioni mi faresti un grosso favore! E poi attendo istruzioni x la compilazione redditi e versamenti inps ;))

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  12. Gentile Sig.ra Cattani,
    il mio plauso e ringraziamento per l’ottima e chiara esposizione sui passaggi necessari all’apertura della Partita IVA.
    Anch’io, tra ieri ed oggi, ho consultato l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e la Camera di Commercio (ma forse dovrò consultare anche l’INAIL o altro istituto equivalente) per sapere come fare per aprire una P.I. in “Regime dei Minimi”. Ho trovato gentilezza e competenza (quasi totale) presso l’Agenzia delle Entrate, ma non posso dire la stessa cosa della Camera di Commercio e dell’INPS, presso i quali per avere una semplice informazione sono stato rimbalzato tra l’uno e l’altro fino a rimandare il tutto ad un altro incontro previsto presso l’INPS per il 2/10/2012, In sintesi, io dovrei aprire una P.I. con codice 59.11.00 (come determinato dall’Agenzia delle Entrate e come confermato, seppure sforzatamente, dalla Camera di Commercio). Con detto codice, nessuno dei suddetti tre Enti (AdE, CCIAA ed INPS) ha saputo dirmi se l’attività è inquadrabile come attività artistica o professionale e, sempre per detto codice, nessuno degli stessi enti ha saputo dirmi se i contributi INPS vanno pagati sul reddito imponibile o a partire dal reddito minimale previsto per artigiani e commercianti. Tornato a casa ho fatto ricerche sul web ed ho trovato una circolare (la n. 90 del 27/06/2012 della Direzione Centrale Entrate) che dice che i contribuenti minimi sono iscritti alla gestione separata INPS e pagano i contributi sul reddito dichiarato nel rigo CM6 (reddito lordo o perdite) – le perdite pregresse dichiarate nel rigo CM9. Parrebbe, quindi, che i contribuenti minimi pagano i contributi sul reddito imponibile effettivamente percepito (come ipotizzato, seppure con dubbi, dall’AdE) e non sul reddito minimale INPS (come inizialmente ipotizzato dall’INPS e che in seguito ha avuto dubbi e mi ha fissato un nuovo appuntamento per il 2/10/2012 per chiarire la faccenda). Mi rimane, ora, il dubbio sulla eventuale iscrizione anche all’INAIL. Chiedo, quindi, alla gentile sig.ra Cattani se sa dirmi qualcosa dell’INAIL e della eventuale necessità di iscrizione (e, ovviamente, del pagamento dei contributi dovuti anche a quest’ultima). Ancora grazie alla gentile ed operosa Cattani per l’ottima esposizione e spero di rileggerLa per la compilazione del modello UNICO/2013 (probabili quadri CM ed RR, salvo altri), per i redditi 2012 dei contribuenti minimi. Cordialità. Gerry.

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  13. Per quanto riguarda la compilazione e l’invio telematico della Dichiarazione dei Redditi 2012 è possibile farsi assistere gratuitamente dai funzionari dell’Agenzia delle Entrate (previo appuntamento) che vi fornirà tutte le informazioni del caso. Ovviamente dovrete portare con voi tutta la documentazione ralativa ai Vs. lavori e alle spese sostenute.

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  14. ho ricevuto una lettera 3giorni fa dall’inps che devo pagare 1867,22euro. non so proprio di che cosa si tratta. ma c’è scritto ch’è un prospetto riepilogativo che indica tutti i contributi dovuti per il 2012.
    ma io ho appena iniziato a giugno incassando solo 450 fino ad oggi. come faccio? perchè mi hanno mandato questa cifra?
    aiuto!!!

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  15. Saverio Stranges

    16/10/2012 @ 12:29

    Complimenti Raffaella! Continua a scrivere sull’argomento, interessa tantissimi giovani e le norme non sono molto chiare. Cordiali saluti

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  16. Grazie mille Raffaella per la chiarissima spiegazione che sei riuscta a dare in questi tuoi post su l’apertura di partita iva a regime dei minimi. Tutte le informazioni, corrispondono a quanto mi ha esposto l’incontro che ho avuto proprio oggi con un commercialista. Alla fantastica età di 50 anni stò valutando l’ipotesi di avviare un’attività di consulente e penso che questo sia il sistema più adatto. Grazie ancora…ti ho trovata per questa esigenza di confronto ma vedo cose molto interessanti sul tuo blog. Brava.

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  17. La migliore spiegazione esistente sul web!!
    Sei veramente brava!!
    Anch’io spero di leggerti riguardo ai versamenti INPS e all’UNICO 2013.
    E poi devo anche dire che hai un bello stile
    di scrittura: pur trattando argomenti noiosi, è piacevole leggerti!!

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  18. Mi chiedo e chiedo a tutti quanto deve pagare in tutto se fatturo 30.000€
    Escludendo spese commercialista.
    Grazie

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  19. L’articolo spiega il tutto meglio dell’Agenzia delle Entrate stessa, e questo la dice lunga sulla chiarezza dello stato Italiano.
    Io ho la partita IVA dei minimi da un paio di anni e posso confermare che va benissimo, penso sia l’unica soluzione sostenibile in Italia per chi voglia lavorare via web.
    Il problema arriva dopo i 35 anni o superata la soglia dei 30mila euro – il passaggio al regime standard, con IVA e tutto il resto, è di fatto insostenibile secondo me, soprattutto per guadagni che si aggireranno ad esempio sui 40mila… quindi meno di 20mila netti in tasca al lavoratore!
    Per tutti quelli che vogliono iniziare però posso consigliarla vivamente, non perdete inutile tempo in lavori da agenzia sottopagati, su internet c’è tutto quello di cui si ha bisogno per iniziare a trovare clienti e consegnare lavori.

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  20. Volevo complimentarmi con te per la chiarezza delle tue spiegazioni! Nemmeno l’impiegata del CAF che mi ha aperto la partita iva è stata così chiara. Ottimi articoli, davvero!! :)

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  21. L’applicazione del nuovo regime non è preclusa alle forme di lavoro precario, come contratti di co. co. co. o quelli a tempo determinato «che si caratterizzano per la loro marginalità economica e sociale». La condizione di marginalità si ha – specifica la circolare – «tutte le volte che l’attività di lavoro dipendente a tempo determinato o l’attività di collaborazione coordinata e continuativa sia stata svolta per un periodo di tempo non superiore alla metà del triennio antecedente l’inizio dell’attività».

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  22. Scusa l’ignoranza, ma se fatturi ad una società che ha un regime fiscale ordinario, può scorporare l’IVA dalla tua fattura?

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  23. Grandissima!!!

    24/11/2012 @ 16:05

    Veramente due ottimi articoli! Complimentoni, sei stata veramente molto chiara: hai spiegato in maniera molto semplice quello che i commercialisti dicono in modo estremamente complesso. Grandissima, continua così!

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  24. Un complimento all’Autrice dell’articolo ,spiegato con chiarezza.

    Sono nel regime dei minimi dal 2009 e nel 2012 hanno cambiato alcune cose come la percentuale di detrazione dal 20% al 5% e hanno tolto la ritenuta d’acconto se no si era sempre a credito di imposta, ma resta sempre il massimo fatturabile di 30.000€ da cui è possibile detrarre solo le spese x 15.000€ e non come ho letto nelle domande che fattura 50.000€ con 20.000€ di spese ,questo lo fa tornare immediatamente nel regime normale con l’IVA e il resto da pagare irpef irap ecc.ecc.
    Per quanto riguarda le spese auto e telefonia sono scaricabili solo del 50% il resto viene scaricato per intero compresa l’IVA che viene considerata come spesa ,
    Dato che il regime si basa sul principio di cassa se una fattura non viene incassata,cosa che mi è successa , viene tolta dal totale fatturato .

    Per quanto mi riguarda preferivo far pagare la ritenuta d’acconto al cliente che facendo da sostituto di imposta in pratica mi pagava già le tasse e poi togliendo le spese dal fatturato restavo a credito di imposta e con questa ci pagavo, con una differenza messa da me, l’INPS
    invece con solo il 5% di tassazione ci devo aggiungere il 18% di inps .

    Mi resta ancora il 2013 da lavorare e auguro a tutti sia meglio di questo .

    Rispondi
  25. Giovanni Paolo Salesi

    18/12/2012 @ 01:09

    Congratulazioni! Molto meglio del mio Tutor dell’Agenzia delle Entrate, che non sapeva neppure a quanto ammonta l’imposta sostitutiva del Regime dei Minimi…! Ti prego, non ti fermare e facci anche sapere come si compila l’Unico. Spiegazioni così chiare non le ho mai ricevute, GRAZIEEEEEE!!!!!

    Rispondi
  26. Raffaella, grandissimo articolo!!! Era proprio quello che cercavo!! :))

    Per caso mi sapreste indicare quali sono i tipi di partita iva a gestione separata???

    Grazie anticipatamente :)))

    Rispondi
  27. Grazie infinite per i preziosi consigli e la chiarezza delle informazioni. Se poi, ci farai sapere anche del pagamento dell’iva e della denuncia dei redditi, te ne saremo tutti grati.
    Che il tuo lavoro possa procedere nel migliore dei modi.
    Ciao, Elisabetta

    Rispondi
  28. Grazie mille per le importanti informazioni non presenti, cosi dettagliatamente, in altri siti specializzati.

    Rispondi
  29. Grazie per queste delucidazioni! Sei stata chiarissima per informazioni che stavo cercando qua e là senza ottenere risposta!

    Grazie!

    Rispondi
  30. Ti amo! Ahah..è da 4 giorni che sto cercando di farmi dare delle dritte e nessuno, come al solito, è disposto ad aiutarti senza chiederti soldi! Sono andato ieri da un associazione di artigiani e un tizio li ha avuto la faccia tosta di chiedermi 750€ + IVA per tenermi la contabilità (sapessi che difficolta con 10 fatture all’anno) e 170€ + IVA per la tessera di associato! Inoltre insisteva che dovevo registrarmi alla camera di commercio e ho dovuto insistere che non è vero per far si che verificasse, chiamando chissa chi che mi ha dato ragione! In più ha avuto la perizia di spcificarmi che questi erano i prezzi dell’anno scorso per cui sicuramente non erano precisi! E ti pare che scendono? Naah! Alla fine del circo e fiera annessa ha fatto 4 conti a calcolatrice e mi ha chiesto circa 1300€! Mmmm..vabbe! Sapevo quasi più io di lui!

    Parlando con altre persone, mi è stato detto che i prezzi dei commercialisti per questo regime si aggirano attorno ai 500/600 euro annui! Per cui se vi chiedono di più fategli un paio di domande e valutate da se la loro preparazione in materia!

    Ancora grazie e ottimo articolo! Sei una grande!

    Rispondi
  31. Grazie a tutti per i vostri commenti e complimenti, perdonatemi se non riesco a rispondere ad ognuno singolarmente ma in questo periodo per motivi lavorativi seguire il blog mi rimane difficile, per ogni dubbio vi consiglio di contattare l’Agenzia delle Entrate, sicuramente sapranno dirvi meglio di me.

    Rispondi
  32. sei stata davvero utile, confermo anche io che le informazioni sbagliate da parte di persone che dovrebbero aiutarti, tra cui impiegato agenzia entrate commercialista ecc, esistono e sono la rovina, ci fanno perdere un sacco di tempo e ci creano confusione per non dire altro…

    Rispondi
  33. ciao!a parte che come tutti attendo anche io il tuo articolo sulla parte terza della questione.. :D
    voglio chiedere una cosa più semplice : mi devo registrare all’INPS quando? subito dopo aperta la PI ? e se non lo faccio subito ma dopo un po’ ? e la percentuale del 27,27% INPS la pago su ogni fattura oppure sul totale del guadagno a fine anno? grazie :)

    Rispondi
  34. Ottima Guida davvero.. ormai la linko a chiunque mi chiede info ::)

    hhihiihihhi

    Posso sciogliermi un dubbio?
    Nel modello della Fattura.. che hai allegato in che parte devon essere inseriti gli estremi di Pagamento?

    Rispondi
  35. Ciao! Ottimo articolo,
    Una semplice domanda: ma È OBBLIGATORIO aprire una gestione separata inps? Ovvero si è perseguibili penalmente se non lo si fa, oppure è a proprio rischio e pericolo la scelta di non assicurarsi “una vecchiaia” ma si può comunque rischiare stando nelle regole fiscali?

    grazie.

    Rispondi
  36. Ciao!Vorrei aprire la pi nel regime dei minimi come commerciante di cappelli! Non ho ben chiaro il discorso del 4% di rivalsa inps! Ma va messo in fattura o non è obbligatorio?Per quanto riguarda la gestione separata si pagano comunque quei 3.200.00 euro l’anno o il calcolo è diverso? E sulla dichiarazione dei redditi come viene calcolata l’inps?In conclusione vorrei una delucidazione su tutto l’argomento magari con degli esempi pratici!Grazie ciao

    Rispondi
  37. Posso chiederti di semplificare ancora di più il tutto? Se su un lavoro voglio guadagnare 500€ netti (ovvero versarli in banca), quanto sarà l’importo totale che mi verserà la ditta? 500 + 4% + 27%? E’ corretto? Ho scritto 27% supponendo gestione inps separata…

    Poi vorrei chiederti anche:
    “3.000€ da pagare all’INPS ogni anno più il 20% sui guadagni se si supera un certo limite annuale”
    In questo caso (cioè inps pagato una volta all’anno), quanto è questo “limite annuale” di cui parli e quando si applica?

    Grazie mille per questo articolo!

    Rispondi
  38. Ciao, ho aperto anche io la p.iva con regime dei minimi 2012 e ti giuro che nonostante le decine di ore spese ad informarmi come hai fatto (e credo tutti quelli che hanno fatto il nostro stesso percorso), tra commercialisti, inps e consulenti, questo è l’articolo più chiaro e di facile interpretazione che mi sia capitato di leggere!
    Grande davvero un bel lavoro!!!

    Rispondi
  39. Matteo, io sono un’amministrativa che lavora nella Scuola. Proprio oggi ho avuto una risposta scritta dall’INPS della mia città su alcuni quesiti inerenti tale regime. Infatti, ho a che fare da due anni con giovani che rientrano nel regime dei minimi. Per quanto riguarda la fattura, i nostri collaboratori esterni, in genere laureati in lingue che fanno corsi di Lettorato di Lingua Straniera a i nostri alunni, ci rilasciano fattura con l’importo lordo a cui aggiungere il 4% (a nostro carico come rivalsa inps). La rivalsa non è obbligatoria, leggevo alcuni articoli pubblicati sul Sole 24 ore da parte di commercialisti. Nel caso nostro, noi fissiamo un importo lordo max di aprtenza, per cui evidentemente i collaboratori aggiugono il 4%. Per quanto riguarda poi la gestione separata, le aliquote per il 2013 sono del 27,72 % se il soggetto non è iscritto a nessuna cassa previdenzilae, del 20% (dal 1 gennaio 2013) per chi è pensionato o è iscritto ad altra cassa previdenziale. Questo è quello che succede per i CoCoCo però, per i quali la scuola(nel mio caso) versa 2/3 a carico suo e 1/3 a carcio del collaboraore. Non so come funzioni per i liberi professionisti quali voi siete considerati. Se entra nel sito dell’INPS, Gestione Separata, trova molte utili informazioni, se non ha un commercialista. L’iscrizione alla Gestione Separata, che si fa una volta per sempre, si fa online. laista.

    Rispondi
  40. Ciao Kika, sei stata grande con questo articolo!
    E’ incredibile come non ci sia uno straccio di fonte univoca e ufficiale che indichi la procedura da seguire per delle operazioni così basilari. Basterebbe un “dannatissimo diagramma di flusso” sulla pagina dell’Agenzia Entrate ma.. no, troppo difficile per loro.

    Io abito in Belgio e da dicembre ho cominciato la trafila per aprire la P.Iva in italia. Fino ad oggi avò telefonato decine di volte al CallCenter AG (frustrante!) e nessuno è riuscito a fornire informazioni esaustive come quelle presenti nel tuo articolo (ma te le sei dovute sudare mi sembra..)
    Oggi sono arrivato ad aver ricevuto il mio numero di P.Iva e cercavo di capire che fare con Inps e Marca da Bollo.. dopo due ore passate al telefono con dei” campioni”, per fortuna sono finito su questa pagina..!
    Grazie! ;-)

    Rispondi
  41. Ciao,
    complimenti per l’ottimo articolo…troppo chiaro per essere un articolo che parla di fisco!
    io ho questo problema, ho seguito pari pari tutto quello che hai scritto quindi ora ho P.IVA agevolata ed ho richiesto l’iscrizione alla gestione separata INPS…quello che nessuno mi riesce a spiegare è come pagare e quanto pagare questa famosa percentuale all’INPS!!!
    un primo incontro con i dipendenti INPS mi ha fatto capire che ogni mese (entro il 16) devo compilare un F24 per dichiarare quanto guadagnato e pagarne il 30% circa (27 o 29 virgola qualcosa ma facciamo 30 per comodità)…ma io mi chiedo…e se guadagno zero?!?…la risposta è stata: deve dichiarare all’INPS che questo mese non ha guadagnato nulla…come?perchè?è vero che devo pagare ogni mese o pago ogni anno con la dichiarazione dei redditi???
    spero che tu riesca ad illuminarmi…
    complimenti ancora,
    Carlo C.

    Rispondi
    • Ciao CarloC,
      i professionisti “senza Cassa” (cioè non iscritti ad un Albo professionale con relativa Cassa previdenziale) che si iscrivono alla Gestione separata dell’INPS pagano i contributi in misura percentuale (dal 1° gennaio 2013 il 27% + 0,72% a titolo di contributo di maternità) da calcolarsi sul REDDITO (entrate – uscite) DI LAVORO AUTONOMO (che nella dichiarazione dei redditi UNICO PF indicherai nel quadro RE). Per gli iscritti alla Gestione separata dell’INPS NON è dovuto alcun contributo MINIMALE (come invece succede per Artigiani e Commercianti iscritti all’INPS gestione ordinaria, per i quali è previsto un contributo minimale annuale di circa 3.300 Euro!). Potrebbe anche succedere che il REDDITO di un anno sia NEGATIVO (PERDITA) in quanto le spese superano le entrate (caso non infrequente nella fase di start-up del primo anno di avvio). In tal caso, con l’adozione di una contabilità “per cassa” (come nel regime dei NUOVI MINIMI 5%), la base imponibile (reddito) non esiste, pertanto NON SARANNO DOVUTI per quell’anno CONTRIBUTI INPS GESTIONE SEPARATA.

      Rispondi
      • Gent. Roberto,
        grazie della risposta, molto chiara,
        il mio problema tuttora è comunque un’altro, ovvero: ogni quanto e come devo pagare l’inps?
        la risposta più comune che mi è stata fornita è che va pagato con un F24 ma sui tempi ancora non è molto chiaro (c’è chi dice ogni mese, chi ogni trimestre, chi ogni sei mesi, chi ogni anno), da una telefonata fatta all’inps proprio pochi minuti fa una gentile operatrice mi ha detto che in realtà è a mia discrezione e di chi segue la mia pratica dal punto di vista commerciale, ovvero l’inps non emette richieste sulla gestione separata ma va versata ogni qual volta il mio regime fiscale prevede che io paghi le tasse (o quando decido di volerla versare), mi puoi confermare questa cosa?
        grazie mille,
        Carlo C.

        Rispondi
        • @Carlo C.
          come detto i contributi (eventuali) da versare alla gestione separata dell’Inps saranno quantificati in sede di dichiarazione dei redditi (Unico) quando avrai un bilancio delle attività dell’anno precedente (Ricavi – Costi). Solo in quella sede potrai versare alle scadenze ordinarie (di solito il 16/06 o il 16/07 con una lieve maggiorazione dello 0,40%) tramite mod. F24 i contributi dovuti all’Inps a saldo (dell’anno precedente) e in acconto (per l’anno in corso). Durante l’anno i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata Inps non devono versare alcunchè, hanno solo la facoltà di addebitare un 4% al Cliente a titolo di “rivalsa”. Saluti.

          Rispondi
          • Se vuoi le scadenze precise dei pagamenti tramite mod. F24, basta seguire quelle ordinarie ai fini IRPEF:
            - 16 giugno (versamento saldo anno preced. + I° rata acconto anno corrente)
            - 30 novembre (versamento II° rata anno corrente)

            la misura dell’acconto è solitamente pari al 99% dei contributi dovuti per l’anno precedente, ripartita in quote eguali (50% il 16/06 e 50% il 30/11).

            Ovviamente, per il primo anno, il 16/06 dell’anno successivo richiederà come saldo il pagamento degli interi contributi dovuti per l’anno precedente (senza poter scontare acconti versati l’anno precedente, in quanto l’attività è neocostituita).

  42. Complimenti al blogger per la chiarezza dei contenuti dei suoi articoli.
    Come Dottore Commercialista da anni mi capita di assistere tanti giovani che, come voi, disillusi dalle scarse opportunità offerte dal mondo del lavoro, seppur tra mille dubbi e speranze, non si arrendono e cercano di dare una svolta alla loro vita aprendo la loro prima partita iva.
    Partiamo dal presupporto che NON ESISTONO DOMANDE STUPIDE e che TUTTI coloro i quali si apprestano ad essere imprenditori di se stessi hanno il DIRITTO di avere una RISPOSTA CHIARA E TRASPARENTE AI LORO LEGITTIMI DUBBI. Ammetto che non sempre i miei Colleghi professionisti si comportano in modo corretto e responsabile nei loro confronti, spesso speculando sulla loro inesperienza e ignoranza (nel senso tecnico del termine).
    Per questo metto a disposizione, senza impegno, a chiarire ogni dubbio o curiosità abbiate, tra regime dei minimi e INPS gestione separata, perchè nessuna domanda è stupida per i non addetti ai lavori ed è giusto che tali domande vengano poste PRIMA che DOPO, in quanto partire con il passo falso potrebbe costare molto caro in termini di SANZIONI amministrative..
    Trovate i miei recapiti sul mio sito http://www.myroberto.com.
    Roberto

    Rispondi
  43. Grazie mille,
    sono riuscita a capire meglio la questione inps dal tuo post che dalle consulenze che ho avuto, tra agenzia delle entrate e cna….
    :)

    Rispondi
  44. Grande! Ottimo articolo e molto chiaro.
    Dovresti davvero continuare a raccontarci la tua esperienza nelle cose successive:
    come la numerazione delle fatture, la dichiarazione dei redditi, il pagamento della gestione separata…
    Grazie ancora,
    Davide

    Rispondi
  45. Complimenti per gli articoli, chiari, lucidi ed esaustivi (a differenza di molte “chiacchierate con alcuni commercialisti / avvocati). Una risorsa utile sul web. Geek is the way!

    Rispondi
  46. Grazie!!!davvero informazioni utilissime!!!!l’unica cosa che ti vorrei chiedere è se all’Agenzia delle Entrate avevi preso appuntamento.

    Grazie!

    Rispondi
  47. Salve, dunque, ho alcune domande. Sto cercando di valutare se è conveniente aprire un negozio online in dropship con il regime dei minimi, e parto con zero conoscenze sull’argomento per cui chiedo venia se risulterò essere anche scontato nelle domande, ma in pratica vorrei arrivare a capire quali potrebbero essere i costi di tutta l’attività per pianificarla al meglio e capire se è conveniente o meno.

    1) Riguardo l’IVA, se ho capito bene non va fatta pagare al cliente come avviene normalmente, ma quello che non ho capito è se devo pagarla io al mio fornitore di merci all’ingrosso. Normalmente dal grossista non si paga l’IVA e poi è il dettagliante a farla pagare al cliente finale, nel regime dei minimi dato che non si fa pagare l’iva al cliente rimane comunque il fatto di non pagarla nemmeno io al grossista? In pratica è come se l’IVA non esistesse affatto?

    2) Riguardo l’INPS, il calcolo non ho capito come avviene. Cioè in fattura si addebita il 4% di rivalsa, ma sul totale fattura o sul singolo prodotto? Inoltre non ho capito se poi alla fine si paga anche il 27,72% della gestione separata. Quindi alla fine il totale di INPS che dovrò versare annualmente com’è effettivamente determinato?

    3) Il bollo della fattura. Il suo pagamento per importi superiori a 77,47 euro vale per tutte le attività? E’ un costo che si può applicare al totale fattura e farlo pagare al cliente? Grazie

    Rispondi
  48. Ciao, ottimo articolo. La contabilita’ come la stai facendo? Dai tutto in mano ad un commercialista? Come fai a contabilizzare quanto dare all’INPS? Come detrai le spese? Es. Fatturato 10.000. Detrai le spese (es. nel caso tuo PC, software, ecc, facciamo 1000) facendo 10.000 – 1.000 e pagando i 5% su 9.000? E L’Inps lo paghi ogni trimestre? L’INPS viene toldo dal totale fatturato o detraendo prima? Se paghi ogni mese all’INPS o ogni 3 mesi, facendo una spesa di 1000 euro in materiale come fai a indicarlo sul modulo dei redditi (per l’INPS che poi calcola i 27%)?
    Grazie

    Rispondi
  49. Buongiorno, mi sono iscritto da pochi giorni al nuovo regime dei minimi. Ho scelto come codici ateco 59.12.00 (mi occupo di grafica computerizzata e animazione 2D/3D) e 85.59.20 (inoltre svolgo attività di insegnante per scuole private su software di Computer Music) come seconda attività.
    Al momento di compilare la domanda via internet all’inps per l’iscrizione alla gestione separata mi sono però accorto che solo alcuni codici rientrano, mentre molti sono esclusi.
    Devo per forza cambiare il mio codice attività all’agenzia delle entrate o facendo domanda via telefono all’inps si può ovviare a questo limite dei codici? Inoltre se il codice ateco della mia seconda attività rientra nella gestione separata posso utilizzare quello? o vale solo il codice dell’attività principale? Inoltre entrambi i codici devono rientrare nella gestione separata o ne basta uno?
    Grazie

    Rispondi
  50. Un saluto a tutti. Volevo intervenire in merito alla questione dei contributi Inps, specificando che non tutti i contribuenti minimi pagano il 27% sulla differenza tra costi e ricavi. Questo va bene se si è lavoratori autonomi, quindi liberi professionisti; in questo caso ci si può iscrivere alla gestione separata inps. Mentre se non si è liberi professionisti, anche se si è in regime de minimi, si pagherà il minimale obbligatorio che è pari a 3.200 euro l’anno (a cadenza trimestrale).

    Spero di essere stato utile soprattutto a chi ha tanti dubbi in materia di contributi Inps.
    Un saluto e tanti complimenti a Raffaella per l’ottimo post.

    Rispondi
  51. Per essere più chiaro e dettagliato, la situazione per i costi previdenziali Inps in vigore dal 1 gennaio 2012 sono questi:

    Partita Iva come IMPRESA: il contributo inps minimo da pagare, tramite modello F24, è di
    2.887 EURO l’anno, + il 20% se i ricavi superano i 14.000 euro l’anno.

    Partita Iva come LIBERO PROFESSIONISTA: iscrizione alla gestione separata inps, il
    contributo da versare è pari al 26,72% del reddito.

    Spero di essere stato utile in qualche modo!

    Rispondi
    • Caro Mattia, mi permetto di correggere i valori che hai indicato, in quanto superati dalle circolari che annualmente l’Inps dirama per l’aggiornamento dei contributi previdenziali.

      Per l’anno 2013, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a € 15.357,00 (Circ. Inps del 08/02/2013).

      Pertanto, la contribuzione MINIMA (e obbligatoria) prevista, a prescindere dal regime fiscale adottato (regime dei “minimi” e non) è la seguente:

      - Partita IVA Artigiani: Euro 3.347,59 (3.340,15 IVS + 7,44 maternità)
      - Partita IVA Commercianti: 3.361,41 (3.353,97 IVS + 7,44 maternità).

      INPS GESTIONE SEPARATA – ANNO 2013 (Circ.n.27 del 12 febbraio 2012).

      L’aliquota per i soggetti titolari di pensione o provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria è stata aumentata dal 18% al 20% mentre l’aliquota del 27,72% (27% + 0,72% contributo di maternità) è rimasta invariata.

      Per la Gestione separata non è dovuto un contributo minimo obbligatorio (salvo versamento volontario per l’accreditamento dell’anno ai fini pensionistici) e la base imponibile è pari al REDDITO (ricavi – costi).

      QUANDO SI VERSA
      Il pagamento del contributo minimo obbligatorio deve essere effettuato in 4 rate, alle seguenti scadenze:

      16 maggio
      16 agosto
      16 novembre
      16 febbraio (dell’anno successivo)

      Il versamento del contributo eccedente il minimale avviene in 2 acconti di pari importo, calcolati sul reddito d’impresa dell’anno precedente ed eventualmente un saldo (nel caso in cui il versato non corrisponda al dovuto) all’anno successivo, quando è definitivamente noto il reddito conseguito.

      I versamenti del saldo e del primo acconto dei contributi IVS sul reddito eccedente il minimale possono essere versati differendoli di 30 giorni o rateizzandoli in un massimo di 6 rate (pagando una maggiorazione), rispetto al termine ordinario previsto.

      N.B: I contribuenti sono tenuti alla compilazione del quadro “RR” del modello UNICO persone fisiche, per la determinazione dei contributi previdenziali.

      Roberto My
      Dottore Commercialista e Revisore Legale dei Conti in Lecce
      http://www.myroberto.com

      Rispondi
      • Graziea tutti e complimenti per le spiegazioni chiare ed esaustive. La mia perplessità riguarda però la durata dei versamenti alla gestione separata per raggiungere la pensione minima. Esempio pratico: avendo cominciato a versare nel 2006, per quando è previsto che io possa richiedere la pensione minima? E, avendo io già 47 anni, se non dovessi rientrare nei termini, ho possibilità di riavere comunque indietro quanto versato (il 27,72% è una follia per chi, come me, temo che la pensione non la vedrà mai!!!)? Grazie a chiunque vorrà rispondere. A presto, Francesca

        Rispondi
  52. grazie davvero sei una grande, hai condiviso quello davvero serve in modo completo, pratico e non frammentario pensando davvero ai fruitori dell’articolo. Grazie!!

    Rispondi
  53. Ottimi articoli, ho capito di più leggendoli che parlando con la commercialista…
    immagino tu abbia già affrontato il problema di cosa è deducibile e cosa no?
    Spero in un terzo articolo dopo un anno di attività.

    Ciao, grazie

    P.S.
    Bello l’ufficio, peccato sia troppo melacentrico…

    Rispondi
  54. Grande! Sto cercando di cominciare a lavorare in proprio (come traduttore/interprete) e ho capito di piu’ da questo articolo che da tutte le mie visite inutili e frustranti all’Agenzia delle Entrate, INPS, la Camera del Commercio e chi sa cos’altro. Una domanda pero’: se devi pagare 27% degli introiti all’INPS (cosa che mi sembra che dovro’ fare anch’io), come mai c’e’ scritto solo 4% sulla fattura?

    Ross

    Rispondi
  55. Complimenti veramente per l’articolo, sembrerò banale ma non ne avevo ancora trovati di così chiari… e avendo anch’io appena aperto la partita IVA nel regime dei minimi mi hai dato proprio le conferme che cercavo. Spero di poter leggere un tuo articolo sulla dichiarazione dei redditi ben presto! :)

    Rispondi
  56. Salve e complimenti per gli articoli molto dettagliati.
    Ho ilseguente dubbio :
    nel regime dei minimi con la gestione separata INPS, il 4% in fattura della rivalsa INPS, contribuisce a raggiungere il tetto max dei 30.000 euro annui ?
    Esempio: se fatturo mensilmente 2.500 euro ( totale 30.000 annui ) + il 4% ( totale 1.200 annui )
    Altro dubbio, Il 4% in fattura è obbligatorio ?
    Grazie in anticipo
    Francesco

    Rispondi
  57. Salve, intanto complimenti per l’articolo, molto chiaro. La mia richiesta si riferisce ad una proposta lavorativa offerta da un’azienda. In pratica loro mi richiedono l’apertura della partita iva, intanto mi propongono per 4 mesi un fisso di 750 euro, nei mesi successivi tale cifra verrà dimezzata poichè il restante guadagno dovrebbe pervenire dalle percentuali che variano dal 15% al 25% delle mie vendite, consulenze o manutenzioni. La mia mansione sarà quella di vendita, assistenza e manutenzione di prodotti medicali. Aquesto punto penso che sia convenevole l’apertura do p.iva in regime dei minimi, ma esattamente a quali costi vado incontro? In fase di dichiarazione dei rivavi devo indicare anche il fisso datomi dall’azienda?
    Grazie, cordiali saluti

    Rispondi
  58. wow ;) sai che io ho aperto la P.I. nel 2010, in verita’ il commercialista ha fatto tutto! ma la cosa e’ che nessuno mai mi ha potuto spiegare cosi’ chiaramente e in dettaglio che significano tutti questi termini e come si fanno le procedure! Come una straniera, sono sempre andata avanti con dubbi ed in buio! ma adesso letteralmente mi hai acceso le lucci su come funzionano le cose qua!
    aspetto i tuoi articoli sulla dichiarazione redditi, modello unico P.F. e versamenti INPS.

    grazie :)

    Rispondi
  59. Salve, vorrei avere delle informazioni da chi ne sa più di me. Io sono un musicista, diplomato in Canto al Conservatorio. Dal 2009 ho aperto una scuola di musica privata con regolare P.Iva. All’inizio il mio commercialista mi ha consigliato di iscrivermi come Ditta Individuale e quindi versare all’Inps i miei contributi (i circa 2.800,00 euro annui), ma poi, non essendoci purtroppo lavoro sufficiente a reggere quella situazione, sono passato alla Gestione separata, come Libero Professionista. Ora volevo sapere se per la mia professione, quindi Libero Professionista Insegnante di Musica Privato, perchè di fatto questo sono, ho diritto o obbligo di iscrivermi anche ad un fondo contro gli infortuni e le malattie. Vorrei sapere se c’è un Ente Pubblico che gestisce questo, come l’Inail per la maggior parte dei lavoratori, e se esiste cosa devo fare, quali sono le procedure da attuare, le spese da sostenere per aderire e i vantaggi che posso avere.
    Inoltre volevo sapere se c’è un codice particolare per la mia categoria oppure no.
    Grazie per le informazioni e l’attenzione che vorret dedicarmi.

    Christian Cosentino

    Rispondi
  60. Ho una domanda riguardo ai lavoratore autonomo straniero, che ha la partita IVA .
    Se io non voglio la pensione in Italia ( faccio una privata), devo comunque pagare il 4% inps? A cosa mi serve la inps se non ho intenzione di restare per sempre in Italia, a punto di prendere la pensione?
    Posso prendere il soldi di quello che ho già contribuito? E quando me nevado che si fa con la mia inps?
    Grazie per aiuto

    Rispondi
  61. Ciao a tutti, volevo aprire la partita iva anch’io. Ho iniziato ad informarmi da sola, poi decisa a proseguire mi sono recata all’agenzia delle entrate dove mi hanno fatto una confusione terribile, spaventandomi anche un po’ dicendo che chi è iscritto nel regime dei minimi viene molto più controllato. Allora per chiarirmi mi sono recata da una commercialista, dove dopo diversi appuntamenti la mia confusione è aumentata notevolmente. Intanto la difficoltà di definire cosa si intenda per continuazione di attività già svolta, il fatto di non poter collaborare con una cooperativa che mi paga per fare le stesse cose che io farei come libera professionista (cioè dovrei fatturarlo anche a loro) ma SOPRATTUTTO una cosa che manca in questo articolo sono gli studi di settore!! Informatevi bene cosa sono perché rischiano di mangiarvi quel poco che potete guadagnare all’inizio!!!! Ed è questo il motivo per cui alla fine ho deciso che molto probabilmente non aprirò la partita iva.

    Rispondi
  62. Salve sono un giovane avvocato, ho aperto partita iva regime dei minimi a giugno 2012 e nello stesso anno ho fatturato solo 1000 euro circa (primissimo anno di attività) . volevo sapere, poiché non ho raggiunto i minimali per i quali la cassa forense obbliga all’iscrizione e poiché non ho versato i contributi previdenziali neache alla gestione separata inps perché non sono iscritto neanche a questa, pur come detto prima, in possesso della partita iva re. min. ; qualora l’inps mi dovesse chiedere dopo anni questi benedetti contributi riferimento anno 2012 quanto mi chiederebbe?

    Rispondi
  63. Ciao. Scrivo qui perché mi sembra potrò ricevere risposte migliori rispetto a quelle ricevute dall’INPS. Io sono una restauratrice dal 1988, ma ho chiuso l’attività e quindi non ho più P. IVA dal 2013. Mi è stato richiesto di fare un lavoro di cui avevo fatto un progetto tempo fa e che sarebbe pagato da uno sponsor. Il lavoro supera i 7.000,00 €. Mi è stato detto che potrei fare una ricevuta di 5.000,00€ di cui però ne incasserei 4.000,00 perché il committente dovrebbe pagare 2.000,00€ di ritenuta d’acconto. Per l’importo eccedente, dovrei iscrivermi alla gestione separata. Ma io non voglio riaprire la P.IVA . Qualcuno mi sa rispondere? Grazie mille

    Rispondi
  64. Ciao, ti scrivo per una questione abbastanza spinosa che mi si è posta davanti in questi giorni. Avrei intenzione di aprire anche io partita iva come la tua; ho letto tutte e 2 le tue spiegazioni che trovo molto complete ed esaustive. Ho contattato per informarmi ovviamente anche un commercialista e nel frattempo ho sentito 2 miei amici che già hanno la stessa partita iva. Uno di questi mi ha detto una cosa che mi ha lasciato abbastanza spiazzato: in pratica, se non si raggiunge un limite minimo di fatturazione, scatta comunque una soglia di tassazione che è molto simile a quella che diceva Antonio in un commento precedente:

    14/10/2012 @ 20:45
    ho ricevuto una lettera 3 giorni fa dall’inps che devo pagare 1867,22euro. non so proprio di che cosa si tratta. ma c’è scritto ch’è un prospetto riepilogativo che indica tutti i contributi dovuti per il 2012.
    ma io ho appena iniziato a giugno incassando solo 450 fino ad oggi. come faccio? perchè mi hanno mandato questa cifra?
    aiuto!!!”

    Finora neanche il commercialista mi aveva parlato di questa cosa e mi avevano solo citato la cifra massima dei 30000 € l’anno; certo è che se è vera e se non si ha la sicurezza di fatturare superando una certa cifra (che purtroppo non ho avuto modo di sapere a quanto ammonta perchè ho parlato abbastanza di fretta con questo mio amico) anche queste partite iva sono abbastanza delle fregature…. mi sai dire qualcosa a riguardo? Per caso hai già sentito altri casi simili?

    Grazie!

    Niccolò

    Rispondi
  65. Sei stata mitica! Grazie mille per i consigli! A quando il prossimo articolo su dichiarazione redditi e versamento INPS? E poi, come mai la dicitura rivalsa contributo inps 4% se sono 27%?? Grazie se puoi togliere questo dubbio :) un saluto!

    Rispondi
  66. Ciao eccellente articolo, solo una cosa, io avendo un capitale ridotto cerco sempre fare da me, per quanto riguarda la compilazione del modello AA9/11 sono bloccata nel quadro B, nella voce Regimi Fiscali Agevolati perché non so quali delle due opzioni barrare mi potresti aiutare? grazie!

    Rispondi
  67. Grandissima!
    Grazie mille!
    il miglior articolo sul web sulla Partita IVA è scritto da una web designer! :)

    Rispondi

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